giovedì 19 agosto 2010

Castelbuono


Castelbuono, inserito originariamente da brezzadilago.

E domani si riparte. Verso l'ultima tappa di questo sesto viaggio in Sicily, direzione Mondello.

E lascio questo piccolo angolo di mondo, le Madonie, Castelbuono, dove ho imparato ad apprezzare un modo di vivere che fino a tre giorni fa non immaginavo nemmeno.

La prima sensazione, arrivando qua, è stata come di fastidio, come se avessi "buttato" tre giorni di vacanza, come se avessi sbagliato qualcosa nel programma.

Come calarsi dall'alto in una terra, con quel modo di sentirsi "superiori e diversi" o "diversi e superiori" quando si incontra qualcosa che non ci appartiene.

Stasera, dopo un ultimo giro del paese, dopo cena, ho sentito crescere la malinconia, quella che mi prende quando lascio un posto che mi è caro.

Mi sono lasciata avvolgere da questa atmosfera, non montana, non di collina, non di mare. Da questo mondo pieno di persone, che di primo pomeriggio spariscono e di sera riappaiono, all'imbrunire, ai tavolini dei bar, dei circoli, sulle sedie messe di fuori e parlano, e osservano le persone che passano.

Mondi che si osservano.

Un mondo laborioso, quello di Castelbuono, dove sono arrivata solo perchè qualcuno, tempo fa, mi ha detto che qua c'erano gli asini spazzini, e la cosa mi aveva incuriosito, e avevo cominciato a mettere "Castelbuono" su google; dove l'asino spazzino non l'ho visto, nemmeno in fotografia, ma dove ho provato la manna; dove ho evitato di mangiar funghi come fosse un percorso ad ostacoli, che qua i funghi li mettono ovunque, e a me fanno male; dove ho guardato nelle finestre buie del castello, sperando/temendo di vedere il fantasma di una nobildonna che si dice appaia di tanto in tanto.

Dove sono stata bene, e mi spiacerà partire ...

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