domenica 8 agosto 2010

Del fare tre cose contemporaneamente ... (ma anche di più)

Sto prendendo un brutto vizio: fare troppe cose contemporaneamente.

All'inizio me ne vantavo, ora sta diventando una cosa che comincio a considerare un difetto.

Però mi guardo in giro e vedo che è un difetto di molti: gente che parla e non ti guarda in faccia perchè pensa a chissà cosa, gente che parla e perde il filo del discorso dieci volte al minuto, e ti lascia li con un "cosa ti stavo dicendo?" (se non lo sai tu...).

Vogliamo fare come il nostro browser: reggere dieci finestre contemporaneamente, dieci IM in chat, intanto rispondiamo alle mail, lavoriamo e magari zappettiamo la fattoria di Farmville che la verdura è matura.
E intanto pensiamo che dobbiamo comprare quella tal cosa, e che dobbiamo chiamare la tal persona.

Non siamo macchine, e ce lo stiamo scordando, stiamo correndo dietro ai ritmi pazzeschi che le memorie dei pc, sempre più veloci, ci chiedono, e non ci accorgiamo di applicare lo stesso criterio alla nostra vita, ai rapporti umani.

Sempre più amicizie, e sempre meno di qualità, e non riferito alle persone, ma al tempo che dedichiamo loro, al fatto che non si può ascoltare in chat un amico che ci fa una confidenza, che ci chiede ascolto, attenzione, mentre sull'altra chat qualcun altro ci dice che sta organizzando la festa di compleanno.

E anche il fatto di preferire le chat al voice di skype, o al telefono, è un'altra cosa che m fa riflettere. La chat è più veloce, comporta che si possano tenere altre chat contemporaneamente mentre se parli con qualcuno, non puoi farti vedere o sentire digitare sulla tastiera (ok, con la mia amica Gab io lo faccio, ma lei è speciale, e lo sa).

Per non parlare poi del fatto che spesso si legge anche di corsa, con il risultato che non capiamo e non veniamo capiti.

E poi, quella cosa bruttissima della chat che rimane lì, appesa, perchè ce la siamo dimenticati aperta, qualcuno ci ha cercato e non abbiamo risposto, oppure che si aspettano minuti che sembrano ore per una risposta, e poi magari vediamo che si spegne, perchè quel qualcuno se ne è andato...

E' vero che si sa, che è così, è una sorta di comportamento accettato da tutti. Ma è brutto.

Occorre dare il giusto tempo alle persone, la giusta attenzione.

Occorre fermarsi, fare reset e ricalcolare. A partire dal tempo che dedichiamo a noi, e agli altri. E all'attenzione che mettiamo nelle cose.

E queste sono le riflessioni che mi porto in vacanza, mentre provo a rallentare, io per prima.

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