martedì 27 settembre 2011

Elogio dell'imperfezione

La mia innanzitutto, ma anche quella di chi non si fa problemi a non essere perfetto.



Perchè non tutti possono essere il primo della classe, non tutti possono vincere, o fare cose perfette, o essere sempre i migliori, in tutto.



Perchè c'è una armonia anche in una musica suonata con qualche stecca, perchè in un'opera, in un oggetto, il difetto "l'è ul so bel" (dial: è il suo bello), come diceva saggiamente la mia nonnetta, che pure quando mi insegnava a ricamare non ammetteva errori e faceva rifare tutto, perchè c'è soddisfazione anche nel provare e riprovare.



Ma a tutto c'è un limite, e spesso i nostri limiti sono ben più lontani e irraggiungibili di come li stiamo immaginando. E ci sfiancano la vita.



Perchè forse è l'ora di smetterla di desiderare l'impossibile, perchè di Callas ce n'era una sola, perchè il record del mondo lo fa uno solo, così come solo una squadra vince lo scudetto.


Perchè c'è un valore immenso nel provare a migliorarsi, sapendo che non si sarà mai il numero uno, forse non per gli altri, ma di sicuro per se stessi.


Perchè quello che conta è la passione, l'entusiamo, l'impegno, e quella imperfezione che ci rende unici ...

2 commenti:

  1. Riflessione condivisa al 100%! Aggiungerei che la nostra contemporaneità ha aggiunto un fondo di disperazione al tentativo di primeggiare e distinguersi. Ci muoviamo su un palcoscenico sterminato, brulicante di milioni di nostri simili e per la prima volta nella storia ne possiamo avere immediata contezza. Qualunque cosa tu possa intraprendere è oggi possibile confrontare quel qualcosa con i prodotti intellettuali (e non) di altri essere umani. Anche in questo Internet ci insegna ad essere umili e ad apprezzare le nostre peculiarità e i nostri microcosmi.

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  2. Assolutamente d'accordo: se prima si rischiava di tendere ad assomigliare ai computer come velocità, precisione e quantità di lavoro, a fare una sorta di gara con le macchine, ma il tutto si amplia nei contenuti della rete.
    Questa riflessione è nata a Roses, in vacanza.
    E da quel momento ho detto "stop" alla gara.
    Ritorno a tendere ad essere umana ;)

    Firmato: Elena, e sono io, ma blogger non mi lascia postare risposte... boh

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