mercoledì 30 novembre 2011

Shirin Ebadi and me


shirin ebadi 430 col , inserito originariamente da brezzadilago.

Ok, non è la mia espressione più felice, ma chi se ne importa.

Questo resta un momento indimenticabile :)

Emozioni vere


ws rota 001 bn unoffofficial ws, inserito originariamente da brezzadilago.



Sonia che si commuove quando vede Andrea, vestito di nuovo con l'abito del matrimonio, che si prepara per fare il modello a uno ws di "Reportage di matrimonio".

Alessia, modella sposa per un giorno, che appoggia la mano per salutare Matteo, il bimbo incoming di Sonia e Andrea.

ws rota 248 unofficial ws


Sonia e Christian sono l'altra faccia del corso di reportage, sono le emozioni vere.


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Per solidarietà femminile mi sento più vicina a Sonia, ma li ho osservati tutti e due, mentre ci seguivano durante gli scatti ai rispettivi "consorti".

E mi hanno fatto ripensare ai primi mesi del mio matrimonio, quando, se una sola si fosse avvicinata così a Daniele l'avrei sbranata.

E li guardavo con tanta tenerezza, e quel sentimento che cercavano di non mostrare era così evidente che brillava di luce propria.

Ed è a loro che dedico questi pensierini, e un sorriso speciale che scalda il cuore.



martedì 29 novembre 2011

Reportage di matrimonio: vi racconto una storia

Domenica ero a Cadrezzate, un piccolo centro della provincia di Varese, carinissimo, per seguire un corso organizzato dal FotoClub dei Laghi sul "reportage di matrimonio", tenuto da uno strepitoso Luigi Rota.
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Io, che di matrimoni non ne ho mai fatti, mi sono trovata circondata da professionisti del mestiere, ma anche da persone come me, che hanno appena cominciato a scattare e che vogliono imparare un po' di trucchi.
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Luigi Rota ci ha raccontato di come la richiesta che viene fatta ai fotografi di matrimonio stia progressivamente cambiando, di come molte coppie cerchino un fotografo meno invadente, o invasivo, o tutti e due, di come non vogliano "perdere tempo" con le foto in posa, di come, insomma, vogliano vivere loro la giornata da protagonisti senza delegare e lasciare tutto in mano al fotografo.
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E da questa esigenza, principalmente, nasce questo nuovo filone di fotografia di matrimonio, il "Reportage", in cui Luigi è semplicemente stratosferico.
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Ci ha fatto "lezione teorica" la mattina (che già pensavo "chissà che barba" e quando è finita sarei stata ancora ore ad ascoltare), e uscita nel pomeriggio.
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Avevamo due modelli che sembravano sposini veri, e sono stati davvero professionali pur non essendo professionisti; avevamo una chiesa in prestito (grazie al Parroco di Cadrezzate), una stanza d'albergo che simulava la casa della sposa e un bellissimo lago proprio dietro la chiesa.
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Cadrezzate è un paesino vivo, o almeno lo era domenica scorsa, pieno raso di bimbi truccati come nel periodo di Carnevale, che guardavano Alessia, la sposa con aria rapita. Sono anche stata tentata, quando una bimba ha detto "Ohhhh la spooosaaaa" di dirle "No, guarda che è finta, e lui è già sposato con un'altra che aspetta un bimbo", poi mi sono sentita come Aldo, quello del trio, ho pensato che avrei spedito la bimba in analisi per un anno, e mi sono fatta una gran risata tra me e me.
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Ho anche tentato di corrompere la sposa "vera", con una bellissima pancia al quinto mese, perchè entrasse in chiesa al momento del si, quando si dice: "se qualcuno ha qualcosa da dire, parli ora o taccia per sempre", e in quel momento dire qualcosa del tipo: "io ho da dire! sono incinta di suo figlio", insomma quelle belle scene dei film di Natale ... ma Sonia mi ha guardato con quello sguardo innamorato perso del suo Andrea e senza parlare mi ha sorriso come per dire "ma no ...".
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Insomma: io mi sono divertita un sacco, ho conosciuto un sacco di persone belle, belle in tutti i sensi, e mi sono portata a casa un sacco di cose nuove da approfondire.
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E il mio "compitino" di reportage lo metto qua sotto.
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Graditi commenti :)
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Se poi siete curiosi di vedere quanto ci siamo divertiti in back stage, questo breve video realizzato dal FotoClub direi che rende l'idea.




domenica 27 novembre 2011

Ho incontrato una premio Nobel, Shirin Ebadi


Shirin Ebadi , inserito originariamente da brezzadilago.


Stasera un pezzo di vita mi si è cucito addosso, e aveva la voce, la determinazione, lo sguardo e la stretta di mano di Shirin Ebadi.

Sono stanca, morta. E felice.

Perché conoscere una persona come lei allarga il cuore, e la mente.

Le ho chiesto l’autografo sul libro che mi ero portata appresso, e con la traduttrice le ho spiegato che lo avevo ricevuto solo il giorno prima e lo avevo letto tutto d’un fiato.

Abbiamo chiacchierato brevemente, riconosco di avere trovato forse l’attimo giusto ma mi sento privilegiata per avere avuto questo breve colloquio con lei.

Mi ascoltava, mi guardava, e alla fine mi ha preso la mano, e me l’ha stretta.

E mi ha guardato negli occhi.

E in quel momento mi sono ricordata di come ero da ragazza, quando leggevo tutte le storie di queste donne, magari dell’inizio ‘900, che morivano in fabbrica per affermare i loro diritti, e alla rabbia che provavo, quando, durante la mia adolescenza, la mia nonnetta mi raccontava la vita della fabbrica, la solidarietà femminile per aiutarsi nelle difficoltà del mondo dell’industria che cominciava a farsi avanti, e di quanto sia stata diversa la vita di mia nonna, cento anni prima di oggi rispetto a quella che Shirin e le sue connazionali stanno affrontando oggi.

Non so, è stato un attimo, ma quella stretta di mano mi ha fatto sentire “giovane”.

Non che ora sia vecchia, questo no, ma c’è una carica nelle parole di Shirin, una determinazione, che nelle persone ordinarie pare perdersi con l’avanzare degli anni, ma non in lei.

Un po’ come quando, diciottenni, si dice “Ti amerò per sempre”, quel "sempre" che fa parte di un’età che si dimentica.

Ecco, quel “sempre” Shirin se lo porta dentro, lei ci crede.

E dovremmo crederci un po’ tutti …





(Shirin Ebadi era ospite il 26 novembre, dei Club Soroptimist di Como, Lecco, Lugano Lago, Merate, Sondrio, in una serata a tema "Giornata mondiale contro la violenza sulle donne" presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como)

sabato 26 novembre 2011

Shirin Ebadi

Ho letto due suoi libri in una settimana: per "La gabbia d'oro" ho impiegato qualche giorno, per "Il mio Iran" ci ho messo cinque ore.


Fino a qualche settimana fa non sapevo nemmeno della sua esistenza: questa sera avrò il privilegio di incontrarla, insieme ad un centinaio di persone, ma, soprattutto, il grande piacere di fotografarla.


E ci sto pensando da quando ho saputo che sarebbe successo, mi sono fatta, da me, un carico di tensione come mai prima. Insomma: ci tengo, e questo, di solito, è il modo per cui poi le cose non riescono, e non solo nella fotografia.


Shiri Ebadi è stata Premio Nobel per la pace nel 2003, e nei libri racconta la sua vita, fatta di principi, di speranze, di un senso della giustizia e del diritto che non si incontrano tanto facilmente.


Ho cercato "Il mio Iran" per mezza Italia: nelle librerie, anche on line, non c'è più: l'ho trovato via anobii da una libreria di Torino e mi è arrivato ieri, e ho capito che oggi, leggerlo, sarebbe stato troppo tardi, così ho lasciato perdere tutto, e finito il lavoro ho attaccato le 270 pagine e le ho finite nella notte, con gli occhi che bruciavano, e non solo per lo sforzo della lettura.


Stasera sarà ospite del Soroptimist di Como, insieme a quelli di Lecco, Lugano Lago, Merate e Sondrio e ci racconterà la sua vita.


E ci guarderà negli occhi ...


Forza Niki, dai, andiamo ...

martedì 1 novembre 2011